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21/02/2010
III° Convegno Ecclesiale Pugliese
«La Puglia ha bisogno di laici credenti e credibili».
Il ruolo del laicato nella Chiesa e nella società è il tema del convegno che si terrà il prossimo anno.


La definisce «una sorta di afasia laicale» per indicare la distanza che separa il cammino di fede personale dalla presenza cristiana nell’ambito professionale, nella società civile e soprattutto nella politica.
«Talvolta si assiste a una deriva clericale che non permette ai laici di comprendere che lo spazio della loro vocazione e della loro crescita è rappresentato dalla famiglia, dal lavoro e dal quotidiano», spiega l’arcivescovo di Bari-Bitono, Francesco Cacucci, presidente della Conferenza episcopale pugliese. Da questo 'gap' che «si avverte in Italia e anche nella nostra terra» prende le mosse l’itinerario delle diciannove diocesi della Puglia verso il terzo Convegno ecclesiale regionale in programma a San Giovanni Rotondo dal 28 aprile al 1 maggio 2011. Tema: «I laici nella Chiesa e nella società pugliese oggi». Oltre un anno di preparazione che si è aperto con la lettera dei vescovi della regione pubblicata all’indomani del Mercoledì delle Ceneri in cui si annuncia l’evento, che avrà come primo momento propedeutico il periodo compreso fra la Quaresima e la Pentecoste, che proseguirà nel nuovo anno pastorale quando si svolgeranno tre convegni (a nord, al centro e a sud della Puglia) per approfondire i diversi volti del laicato e che all’inizio del 2011 vedrà protagoniste le diocesi, le parrocchie, le associazioni e i movimenti ecclesiali chiamati a confrontarsi sul tema. «A cinquanta anni dall’indizione del Concilio Vaticano II e a quarantasei dalla promulgazione della costituzione dogmatica Lumen gentium in cui il quarto capitolo è dedicato ai laici – spiega l’arcivescovo – le Chiese di Puglia hanno avvertito il bisogno di considerare con più attenzione il laicato. Infatti può presentarsi nella comunità ecclesiale uno scivolamento che non rispetta la dignità dei laici fino in fondo e non permette loro di esprimersi in modo maturo». I vescovi pugliesi hanno ben presente la realtà del loro territorio. «Se il tessuto parrocchiale resta vivo e l’impegno dei laici nelle comunità è ancora intenso, non altrettanto avviene nella società dove si nota un’autentica difficoltà quando si tratta di vivere lo specifico della vita laicale, ossia essere frontiera fra la Chiesa e il mondo. I laici cristiani non sembrano farsi interpreti come segno visibile nella società pugliese». Da qui la scelta del filo conduttore dell’appuntamento del prossimo anno. «Occorre una riflessione a vasto raggio. A volte balza agli occhi che a intervenire sui temi sociali e politici siano più i vescovi o i sacerdoti che gli stessi laici. Per questo serve scommettere sulla corresponsabilità ecclesiale». Cacucci fotografa le urgenze pugliesi. «La prima è quella educativa che interpella tutta la Chiesa ma in particolare i laici per la loro diretta esperienza. Altra urgenza che verifichiamo anche nella nostra terra riguarda l’impegno concreto dei cristiani nella vita pubblica. Senza un maggiore coraggio dei cattolici, il rispetto di alcune istanze fondamentali legate alla vita, alla giustizia e alla famiglia saranno difficilmente tutelate». I vescovi della regione associano il tema del convegno a due parole: carità e solidarietà. «Questo fa parte della tradizione più intensa del popolo pugliese – afferma Cacucci –. Non dimentichiamo la testimonianza di carità offerta al tempo degli sbarchi dei profughi albanesi. Ciò che il territorio ha vissuto dagli inizi degli anni Novanta ad oggi è un’esperienza di attenzione verso i fratelli che bussano alle nostre porte. Perciò credo che la Puglia sia un laboratorio di integrazione per l’Italia.
Un aspetto che consente di superare quell’individualismo di cui spesso si parla a proposito della società meridionale».


» Fonte: AVVENIRE
» Autore: Giacomo Gambassi


 
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