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10/03/2010
CON GLI OCCHI DELLA FEDE
Quasi un'autobiografia di Lucio Daniele Martellone, dall'editrice Dellisanti - Massafra.


Questo libro di vita, scorrevole e vivace, ha un protagonista unico, speciale: Lucio.
Tuttavia il suo racconto lascia subito intravedere il cammino - drammatico e consolato insieme - della famiglia Martellone, a partire dal 26 febbraio 1981, giorno in cui egli nasce. Viene prima una parola di incoraggiamento e di responsabilità da parte del medico: "È vostro figlio. Dovete curarlo normalmente, accettatelo!"; segue una parola di sfiducia dai più vicini: "Fatelo morire!". Per tutta risposta, il pugno di papà Angelo si abbatte contro il buffet: "È mio figlio e devo fare quello che mi sento di fare!". Alla reazione forte, fa seguito un tempo di sbandamento, una sorta di depressione, finché la fede lo porta al largo, in avanti. Si ricorda di aver servito Messa a don Vincenzo De Florio a Conca d'oro, prende a partecipare alla vita cittadina, persino alle vicende politiche. Presto, però, se ne allontana, deluso e disgustato. Lascia tutto, decide di dedicarsi ad altro: nella sua ragione di vita sempre più solida si ribella ai papà che si sono dati all'alcol e all'insegnante che è finita in prima pagina per aver imbavagliato un alunno disabile! Nella rabbia grida: "Meriterebbe di essere legata ad un albero!". Ma poi si calma e confessa da dove gli è venuta la forza: alla nascita di Lucio a Palagiano vennero alcuni Padri Passionisti per una missione popolare; quelli che lasciarono il monumento in villa. Proprio uno di loro, dalle tre alle cinque del pomeriggio, in una trasmissione a Radio SS. Annunziata, spiegava il Vangelo. Ma non sapeva di avere un ascoltatore particolare, un papà che, andando al lavoro, si fermava fuori del paese, assorbiva quelle parole di fede, si commuoveva e, confortato, si diceva: "Devo andare avanti!". È andato avanti! Sin da allora - si può dire - Lucio ha tirato la famiglia in chiesa.
Lucio ricorda un sogno del 1997, quando aveva sedici anni. L'età dei sì e dei no della vita. Nel sonno profondo vede tanta gente, tante persone importanti ed una scorta. In macchina vede uno con il vestito celeste e i capelli lunghi, che gli dice: "Tu mi conosci, tu mi porterai un sacco di gente con il tuo modo di fare". Un sogno che - unito all'esperienza di Lourdes ed al cammino di fede - fa capire a Lucio la sua missione: deve aiutare quelli che stanno peggio di lui. Ora vede con occhi nuovi il 13 ottobre 1981, data in cui alla sua famiglia fu comunicata la notizia della sua patologia. Era una chiamata per lui e per tutta la sua famiglia. In mezzo a tanta gente. La madre Marisa gli dice: "Non sei tu al centro della tua vita, ma il Vangelo, il Signore!". Questo libro è frutto anche della grande serenità che Lucio ha sperimentato nella scuola diocesana di preghiera, quando ascoltava la Parola e rimaneva nel silenzio dell'adorazione davanti a Gesù nel Santissimo Sacramento. A Lumen Gentium, nel Centro Pastorale, non si è perso un solo appuntamento. Era lui che ci aiutava a capire come "il deserto fiorisce", quando si ascolta la Parola di Dio. Gli altri non si limitavano a spingere la sua carrozzina: spingevano lui ad andare avanti, a parlare, a testimoniare. E tutti lo attendevamo, con le sue riflessioni e preghiere semplicemente graffianti e calde: "Amo tanto la mia vita e le persone che incontro e che mi portano a questi picchi legati alla fede. Non voglio prendere in giro me stesso né la tonaca: non sono fatto per diventare prete, ma questa esperienza di fede devo consegnarla".
Ed ecco questo libro di vita e di fede. Non è possibile non emozionarsi. Lucio coinvolge nelle sue emozioni, coinvolge e giudica quanti si perdono in relazioni sbagliate, alla ricerca del prestigio personale. Chi vive con persone come Lucio capisce che solo l'amore bisogna ricevere e donare. Leggendo queste pagine, mi pare di rivedere tutti gli amici diversamente abili di Palagiano, incontrati la sera del 21 maggio 2008, durante la visita pastorale. Lucio incoraggia i singoli, le famiglie e tutte le associazioni del suo paese e del territorio. I centri diurni non devono essere parcheggi, ma luoghi di vita - egli dice - in cui la presenza dei genitori e degli operatori deve contagiare tutti con la loro speranza. Lucio si fa "portavoce" di chi non ha voce, vede e riferisce quello che succede anche a coloro che non hanno parola. E prega: "Signore, dammi l'aiuto per comprendere tutti! Per portare avanti la mia missione". Ha fatto il chierichetto ed ora è sempre assiduo della Messa. Se proprio non può, s'incolla davanti alla televisione per seguire la celebrazione. Va anche a due messe la domenica. È sempre legato alla vita religiosa, specie dalla prima comunione! Ama sottolineare che lui "non si immischia di politica". È convinto di avere valori da condividere con tutti, senza diventare mai di parte! Don Salvatore Casamassima - da dietro le quinte - si fa "debole con i deboli" ed educa tutti all'accoglienza piena nel nome di Gesù, che si è fatto debole per noi, nostro servo. Insieme si vive la festa del dialogo, del sorriso, del dono reciproco, nel rispetto dei tempi di tutti, nell'accettazione dei pregi e dei difetti di tutti. Si vive l'esperienza vera della fraternità, sotto lo sguardo dell'unico Padre!
Grazie, Lucio, per questa tua testimonianza di vita e di fede!


» http://www.antoniodellisantieditore.it



» Autore: † Pietro Maria Fragnelli


 
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