Diocesi di Castellaneta
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  :: LE NEWS DALLA DIOCESI

05/04/2010
RELAZIONE SUI 46 AFRICANI IN DIOCESI
“Status quaestionis” dopo un anno di libertà di lavoro.


Abbiamo in Diocesi 46 Africani, che giunsero insieme ad altri 30 in questo luogo, provenienti da Lampedusa nell’ottobre 2008 senza che la popolazione avesse previa conoscenza e diretta esperienza della situazione di partenza e di quella di arrivo di questi profughi. Nel recente passato, ugualmente traumatico per i Pugliesi in genere è stato l’arrivo degli Albanesi negli anni ’90, molto più massiccio. Al contrario, la venuta consistente di Marocchini ha avuto un iter lento e progressivo, precedente e susseguente ai traumi dell’Est ex sovietico e del Sud sub-sahariano.
Le Caritas delle due Diocesi di Taranto e di Castellaneta si presero cura di questi 76 nuovi ospiti africani, mentre la Prefettura di Taranto sussidiava il loro vitto ed alloggio. Proprio un anno fa, agli inizi di aprile ’09, la Prefettura ritirava la sua assistenza dando a ciascuno libertà provvisoria di lavoro ed abitazione fino alla eventuale conclusione giudiziaria sul motivo dell’ingresso abusivo in Italia. Durante questi dodici mesi l’alloggio è stato offerto gratis a tutti, mentre per il lavoro ha provveduto in forma di contratti pluri-mensili o giornalieri la comunità agricola di Castellaneta Marina e, per una diecina di loro, quelle di Laterza, Mottola e Palagianello.
Questi ospiti africani provengono:
31 dal Ghana,
8 dalla Nigeria,
5 dal Burkina Faso,
2 dal Togo.
In quanto a religione, 12 sono islamici e tutti gli altri sono cristiani.
Solo una piccola parte di loro (forse 12) si sono nel frattempo registrati come residenti.

1. Lavoratori immigrati d’altre nazionalità
A volere allargare la visione della situazione, una ricerca nelle 7 cittadine della Diocesi rivela che:
(a) … questi Africani sono il primo gruppo di sub-sahariani giunti fra noi.
(b) La Provincia di Taranto è quella con minor numero di lavoratori esteri in Italia: solo l’1%, mentre ….
(c) … in Diocesi di Castellaneta la percentuale sale a 1,42%, cioè 1.783 persone. Vale a dire che in Diocesi abbiamo un lavoratore estero per ogni 70 abitanti. Si pensa, però, che bisogna aumentare di forse ¼ il totale, giacché ci sono parecchi non registrati. Le femmine sono 100 in più dei maschi. I minori sono circa ¼ del totale, cioè 390.
(d) Il gruppo più rilevante in Diocesi è composto dai Marocchini (794: Ginosa, Mottola, Massafra). Seguono i Rumeni (660: Massafra, Ginosa, Mottola). Terzi sono gli Albanesi (464: Massafra, Ginosa, Laterza). La città di Castellaneta ha pochi immigrati: vi preponderano le badanti rumene e polacche e l’ufficio anagrafe ha registrato solo 7 dei 34 suoi ospiti africani giacché pretende il passaporto.
(e) Durante gli ultimi 5 anni si è notato un rapido incremento - più geometrico che numerico - di questi lavoratori nelle 4 cittadine più popolate (e quindi più attive) della Diocesi: Massafra (612), Ginosa (476: la Marina), Mottola (211), Castellaneta (205: la Marina). Si vede che uno tira l’altro.
(f) Per una maggiore e migliore offerta d’integrazione pacifica a questo 1,42% di lavoratori orientali ed africani pare indispensabile uno sforzo propagandistico reciproco, ad es. tramite le scuole, gli incontri parrocchiali, le loro celebrazioni liturgiche, le feste con balli folkloristici, una “festa annuale dei popoli”: conoscenza delle persone, del lavoro, dei paesi d’origine, della loro esperienza religiosa, dei loro traumi e dei loro piani anche in forma stampata. Attraverso le nostre ONG presenti nel territorio si possono intessere legami sociali, commerciali e politici coi loro luoghi di provenienza, a favore sia loro che nostro.

2. Passate vicissitudini
Tutti gli arrivi precedenti a questo degli Africani sub-sahariani sono stati assorbiti pacificamente dalla nostra popolazione: ciascun ospite se l’è cavata da solo, trovando alloggio e lavoro senza problemi. Questo recente gruppo di arrivi africani, invece, se non viene ancora agevolato dai Comuni, dalle Parrocchie e dalle ONG finirà per restare tra noi in modo traumatico per tutti. Per evitare questo trauma sono tre gli ambiti indispensabili d’assistenza da agevolare, per un periodo di un anno (o forse anche di soli sei mesi) a cominciare da oggi: quello giuridico, quello abitativo e quello lavorativo. Se invece, come perseguono le Leghe settentrionali, si andasse verso una espulsione forzata, si otterranno fenomeni non dissimili da quelli d’infelice memoria antisemitica. Nelle campagne della marina di Ginosa se ne possono già trovare molti brutti esempi.

3. Assistenza giuridica
Durante quest’anno (aprile ’09 – aprile ’10) la Diocesi ha aiutato giuridicamente i nostri 46 profughi ad ottenere il permesso di soggiorno e di lavoro regolamentare tramite la difesa di due avvocatesse, quelle che inizialmente erano incaricate d’ufficio. A questo scopo la Diocesi ha riattivato la Fondazione “Migrantes” e finanzia l’attività forense di difesa sia direttamente sia tramite l’intervento mirato di singoli volontari, che hanno preso a carico una o due persone.
Soltanto un giovane del Burkina Faso ha ricevuto lo status di rifugiato politico. Per tutti gli altri 45 la Questura prevede l’espulsione, a meno che non intervengano disposizioni diverse, ad es. il recentemente ventilato permesso a punti o un’altra sanatoria. Siccome nessuno di noi può responsabilmente accettare un simile verdetto d’espulsione forzata e violenta, è indispensabile procedere celermente coi seguenti due punti: abitazione e lavoro.

4. Assistenza abitativa
La tranquillità della convivenza con la nostra cittadinanza è stata finora possibile a causa dell’assistenza abitativa gratuita offerta, sia (a) alla dozzina di Africani collocati fin da subito (aprile ’09) nelle cittadine di Laterza, Ginosa, Mottola e Palagianello, sia (b) ai 34 rimasti a Castellaneta Marina. In particolare:
(a) Di quelli sistemati nelle summenzionate cittadine, solo 2 di Palagianello sono passati a vivere in un appartamento in affitto, giungendo quindi alla normale autogestione della vita. Gli altri sono ancora ospiti di questo o quel Sacerdote.
(b) I 34 individui viventi in Castellaneta Marina sono ospiti a titolo gratuito in abitazioni di 6 cittadini. Solo 2 fratelli di sangue vivono già insieme in modo indipendente. Un terzo è in procinto di farlo, volendo portarvi sua moglie (prima situazione del genere).

In nessun caso, quindi, i Comuni o la Diocesi hanno finora concesso in affitto appartamenti di loro proprietà, mentre si pensa che ciò favorirebbe la normalizzazione di questo problema evitando il guaio di affitti esagerati da parte di privati. Questo è urgentissimo, dato il numero troppo elevato di quelli che stanno in Castellaneta Marina.
Alternativamente, ed in previsione di ciò che viene esposto al N° 6 seguente, bisogna perseguire una maggiore distribuzione di questi 34 individui nei vari Comuni adiacenti, come in (a) cui sopra.

5. Assistenza lavorativa
Tutti i nostri ospiti africani provengono da ambienti urbani e quindi sono nati e cresciuti entro le logiche del lavoro artigiano di tipo europeo: ci sono tra loro 12 meccanici, 11 muratori o imbianchini, 6 falegnami, 2 sarti ed i rimanenti: agricoltori. Finora sono tutti stati impiegati nell’agricoltura giornaliera; tre meccanici si sono rivelati preziosi nella conduzione di due frantoi da novembre a febbraio u.s.
Purtroppo una decina di quelli in Castellaneta Marina sono restati quasi sempre senza lavoro, senza dubbio perché di carattere meno intraprendente degli altri o perché insufficientemente produttivi.
Nel prossimo futuro non si prevede per nessuno di loro una capacità di lavoro autogestito ed indipendente, men che meno in ambito commerciale. D’altra parte è positivo il fatto che l’offerta - lavoro coincida con la carenza di manodopera proprio nei loro settori di competenza, senza la paventata concorrenza con la richiesta d’impiego della nostra gioventù o dei nostri disoccupati.
Al fine, quindi, di agevolare l’inserimento da dipendenti sia nell’ambito dell’agricoltura che in quello artigianale (si noti l’esclusione dell’ambito commerciale ed industriale) l’Istituto professionale “Perrone” di Castellaneta ha delineato un progetto, che poi tramite la Regione Puglia e la Provincia di Taranto è stato proposto per il finanziamento e l’esecuzione ad “Italia Lavoro SpA” (www.italialavoro.it/), che è l'Agenzia per le politiche del lavoro e dello sviluppo dell’occupazione direttamente collegata al Ministero degli Interni, con finanziamenti integrativi dell’Unione Europea. Quest’agenzia ha già ottenuto l’approvazione ministeriale del nostro progetto e ne aspettiamo da tempo l’attuazione.

6. Desiderata
Bisogna prendere atto con gioia dell’atteggiamento di positiva accoglienza finora mostrato da tutte e singole le Autorità territoriali delle 7 cittadine che compongono la nostra Diocesi, comprese anche quelle di ordine pubblico. Il fondamento di questa accoglienza è stato più volte espresso esplicitamente: le radici cristiane che ci ispirano e lo spirito della nostra Costituzione.
Si spera che anche questo gruppo di profughi si integri, come tutti gli altri, con la nostra gente senza traumi e che sia ulteriore occasione di presa di coscienza esperienziale delle problematiche mondiali attuali e della loro soluzione entro i parametri dei diritti della persona umana e dei popoli.



» Autore: P. Mario Cisternino
Direttore Uffico Diocesano "Migrantes"


 
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