Omelia del Vescovo nei Vespri per l’inizio della Visita Pastorale

Con la Celebrazione dei Vespri della memoria della Presentazione della Beata Vergine Maria, si è ufficialmente aperta la Visita Pastorale. Riportiamo di seguito l’omelia che Mons. Vescovo ha enunciato durante i Vespri
21-11-2019

Omelia per l’inizio della Visita Pastorale

Con la Grazia di Dio e il sostegno della vostra presenza e della vostra preghiera, inizio ufficialmente questa sera la Visita Pastorale. E’ un atto importante del ministero del Vescovo che mi appresto a compiere con emozione e attesa. La mia Visita Pastorale inizia a distanza di 10 anni dall’ultima compiuta dal mio predecessore, Mons. Fragnelli nel 2007-2009 e dalle due precedenti del mai dimenticato Mons. Scarafile nel 1991 e 1998.

La Visita Pastorale, come dice del resto il nome stesso, è una “visita” nel senso corrente del termine: il Vescovo viene a farvi visita in casa vostra, cioè là dove si svolge la vostra vita di fede e dove la vostra Comunità si ritrova per ascoltare la Parola e spezzare l’unico Pane, per testimoniare la speranza della vita eterna e scambiarsi reciprocamente il dono della carità fraterna. Viene a visitarvi nelle vostre case, dove sia presente un malato o un infermo; viene a incontrarvi nelle scuole, luogo delicatissimo e decisivo per la crescita delle nuove generazioni; viene a trovarvi in alcuni posti di lavoro, per ribadire con voi l’importanza di questo elemento fondamentale per la dignità della persona. L’aggettivo “pastorale” indica che la visita è compiuta dal Vescovo, il quale nella Chiesa diocesana è segno di Cristo buon Pastore ed indica pure che gli obiettivi e gli intendimenti della visita sono pastorali, sono cioè ordinati a favorire e promuovere la vita cristiana dei singoli e delle Comunità, inserite in modo vitale nel territorio.

La Visita Pastorale è, soprattutto, per la Chiesa diocesana espressione e richiamo all’unità, di cui il Vescovo è “visibile principio e fondamento nelle Chiese particolari” (LG 23). La mia Visita Pastorale, inoltre, sarà l’annuncio di una grande gioia perché, come dice il Direttorio dei Vescovi, “è un evento di grazia che riflette in qualche modo l’immagine di quella singolarissima e del tutto meravigliosa visita per mezzo della quale il Pastore Sommo, il Vescovo delle nostre anime Gesù Cristo ha visitato e redento il suo popolo” (n. 166,3).

Il Vescovo quindi si fa pellegrino per visitare quel particolare santuario che sono le comunità cristiane dove i fedeli, riuniti nel suo nome, manifestano una singolare espressione della presenza del Signore in questa terra, in questo tempo. Viene per fortificarvi nella fede e anche per rinfrancarsi assieme a voi mediante la medesima fede (Rm 1,11-12) contemplando ciò che lo Spirito sta già facendo e suscitando in mezzo a voi e per ringraziare insieme per i doni di grazia con i quali Dio già arricchisce la vostra comunità (1Cor 1,4-7). Esercitando con voi e per voi il servizio del discernimento, vengo quindi a confermare quanto di buono operate in obbedienza alla Parola del Signore, a sostenere il vostro impegno nel vincere alcune stanchezze, eventualmente a correggere il cammino delle comunità in senso evangelico e sinodale, a incoraggiare la vostra titubanza nel tentare nuove vie per diventare comunità sempre più generative. Vengo con decisione anche per richiamare e consolidare la comunione fraterna e per aiutarvi a camminare meglio, insieme, nella comunità e fra le comunità, con pazienza e autentica corresponsabilità ecclesiale.

Il Vescovo viene anche per aiutare ogni parrocchia, ogni gruppo, movimento, associazione ecclesiale, a mettersi in piena sintonia con la Chiesa diocesana e quindi con quella universale, sui grandi temi della fede che lo Spirito propone oggi alla nostra riflessione, per combattere la presunzione che potrebbe portare una comunità a chiudersi in uno sterile provincialismo o la tentazione di isolarsi considerandosi autonoma e autosufficiente.

La funzione fondamentale della Visita Pastorale, si può riassumere accostandola alla pia pratica dell’esame di coscienza. E’ un esame della coscienza ecclesiale dettato dal Vescovo ad un comunità parrocchiale, che potrebbe partire dall’esortazione di Ireneo da Lione (+ 202): “Cristiano, diventa ciò che sei”, da rileggere in maniera comunitaria “Parrocchia, diventa ciò che sei”. Un esame di coscienza che deve aiutare la nostra conversione ad uno stile più generativo e missionario.

Il primo frutto che quindi dobbiamo chiedere è perciò una rinnovata presa di coscienza di ciò che siamo come Chiesa. Della nostra coscienza ecclesiale che ci deve far crescere nell’impegno a edificare comunità accoglienti, fraterne e generative. Infatti rischiamo spesso di diventare comunità affettive, dei gruppi di amici, delle specie di associazioni con sensibilità religiosa più spiccata, delle onlus più o meno organizzate, ma quanto manca ancora ad una vera e piena coscienza ecclesiale?

La preghiera di questa sera con cui iniziamo la Visita traccia un percorso spirituale che io per primo devo assumere ma che vi invito a condividere con me.

Aiutati dal salmo 29, vogliamo che questo periodo sia un grande canto di ringraziamento al Signore per le meraviglie che ha compiuto e continua a compiere nella nostra storia. Egli ascolta il nostro grido e ci libera e ci guarisce dalle catene del nostro egoismo e dei nostri peccati che ci portano nella tomba di una vita sterile e senza pace. Noi ci affidiamo a Lui confessando la nostra povertà e la nostra debolezza e confidando solo nella sua misericordia: solo la sua presenza può trasformare in gioia e pace quanto nel nostro cuore è pianto e amarezza. Per questo avremo modo di lodare insieme il nostro Dio, riconoscenti per quest’opera che continua a svolgere in mezzo al suo popolo.

Ma con il salmo 31 chiediamo che questo momento di grazia ci aiuti a vivere quel cammino di conversione che il Signore chiede a ciascuno di noi chiamandoci alla santità nel quotidiano, ma che chiede anche alle nostre comunità perchè non si rinchiudano in una sterile ripetizione di gesti e parole, con la scusa del “si è sempre fatto così” e colgano invece le sollecitazioni con cui lo Spirito Santo guida la Chiesa oggi. Il salmo ci ha fatto pregare confidando nella vicinanza del Signore che da sicurezza, ci preserva dal pericolo, ci indica la via da seguire e ci accompagna con il suo consiglio; la sua parola sulle nostre labbra ha proclamato che “la grazia circonda chi confida nel Signore” e questa sarà la speranza con cui vivremo la Visita.

Anche il cantico tratto dall’Apocalisse ci ha dato delle indicazioni preziose per vivere questo momento di grazia. Il nostro cuore deve essere sempre colmo di gratitudine perchè in questo modo ci sarà più facile contemplare come Dio compia la salvezza nelle nostre comunità con la potenza del suo Cristo e come nella quotidiana lotta contro il male possiamo essere vincitori in forza del sangue di Cristo, Agnello immolato per noi, cibo e bevanda di vita nuova segnata da una testimonianza che si esplicita nel dono di sè, una vita segnata dallo spendersi per il vangelo animati dalla stessa carità di Cristo.

La speranza nella fecondità di questo importante momento della nostra Diocesi, è riposta tutta nella certezza che ci ha annunciato la parola ascoltata nella breve lettura tratta dalla lettera ai Galati: “Dio mandò il suo Figlio, nato da donna…perchè ricevessimo l’adozione a figli”. Il Signore ha preannunciato la sua visita e l’ha realizzata dandoci suo Figlio nel quale anche noi possiamo dirci suoi figli, animati dalla sua stessa vita, dal suo stesso Spirito. Poter condividere la vita di Gesù è per noi grande gioia e speranza unica per la nostra esistenza. Questa sorprendente dignità che ci è donata ci spinge allora a una vita più responsabile, segnata dall’amore, liberata dal giogo del peccato, gioiosa nel dono di sé, perfetta nella carità misericordiosa verso il prossimo in specie i più poveri.

La certezza che Gesù è venuto, è con noi e non ci abbandonerà mai, e ci chiama a vivere da figli, sarà per tutti noi punto di riferimento nella Visita Pastorale, negli incontri, nelle riflessioni, nella preghiera in modo che, accogliendo la sua visita cresciamo nella consapevolezza della nostra responsabilità di battezzati e ci impegniamo con maggior decisione a rinnovare le nostre parrocchie perchè siano sempre più generative e missionarie.

Abbiamo voluto iniziare la Visita pastorale in questa memoria della Presentazione di Maria perchè vogliamo affidate questo nostro cammino alle cure materne della Madonna, confidando che lei la accompagni con la sua materna premura, Lei che della grande Gioia che andremo ad annunciare è madre, Lei che di noi popolo del Signore in cammino è guida sicura.