Omelia Ordinazione presbiterale di don Antonio Cristella

09-06-2018

Ger 1,4-9; 2Cor 4, 1-2.5-7; Gv 21, 15-17

 

È difficile sottrarsi al senso di stupore e di gioia che suscita l’evento di oggi: l’ordinazione presbiterale di don Antonio, prima di tre con cui il Signore benedice la nostra diocesi castellanetana. Certo anche un solo sacerdote è un dono straordinario e incomparabile, ma poter celebrare in questo mese l’ordinazione anche di don Domenico e don Giovanni, è indubbiamente di grande consolazione per una diocesi. Pertanto voglio dare voce, innanzitutto, all’esultanza e alla gratitudine della nostra Chiesa verso il Signore. Non dimentichiamo che è sempre Lui il protagonista e il promotore di ogni bene che si genera nella Chiesa e nella vita degli uomini. Come ascoltato nella prima lettura, da Lui viene la vocazione, come la grazia della perseveranza, la luce e la forza per la preparazione, la formazione, l’ordinazione, l’inizio e la prosecuzione nel ministero presbiterale. Questo hanno vissuto e stanno sperimentando Antonio, Domenico e Giovanni. Il nostro pensiero va a quanti hanno visto nascere, sostenuto e accompagnato le loro vocazioni: le famiglie, le varie comunità parrocchiali ed ecclesiali, non pochi sacerdoti, i formatori del seminario e i docenti, e tante altre persone a loro stessi note e meno note.

L’ordinazione di oggi è innanzitutto un evento di Chiesa e contiene in primo luogo un messaggio del Signore alla nostra comunità diocesana. Attraverso questo nuovo sacerdote, il Signore ci sta dicendo che non abbiamo il diritto di perdere la fiducia, di scoraggiarci di fronte alle difficoltà che la fede incontra, in noi e attorno a noi. Il Signore è fedele e oggi ce lo sta mostrando con grande concretezza. Dobbiamo quindi avere ben presente che oggi non viviamo il successo di una buona organizzazione e una rassicurazione per una struttura bisognosa di rimpiazzi. Il messaggio principale è un altro: il Signore c’è, è all’opera, molto concretamente ed efficacemente. Esigenze insoddisfatte, carenze, preoccupazioni ci saranno sempre; ma nessuna di esse potrà toglierci la certezza che il Signore è vicino, non ci perde di vista, ci sostiene e ci farà andare avanti sulla via che Egli traccia per la nostra Chiesa. Di fronte a un segno così eloquente, è la fede interpellata, è la fede che deve crescere, la fiducia incrollabile nel Signore che guida la sua Chiesa e la dota dei doni necessari per la sua vita e per il suo cammino. E il ministero ordinato, il presbiterato, è una grazia singolare e vitale per l’esistenza e l’azione della Chiesa. Dobbiamo, dunque, essere grati al Signore e ravvivare la nostra fiducia in Lui, risvegliare l’entusiasmo.

[…] A te chiediamo di essere sempre generoso nel rispondere con l’amore degli atti e delle parole alla domanda che il Risorto ti farà ogni giorno come a Pietro: “mi vuoi bene?” ( secondo il brano di vangelo di stasera). Questa tua generosità la ascolteremo nelle risposte che darai alle domande che ti farò tra poco, ma noi le vorremo vedere nella tua vita di presbitero di ogni giorno.

Caro don Antonio, insieme a tutto il presbiterio di cui da oggi sarai parte, insieme a questi sacerdoti che da oggi tu vivrai come fratelli, il vescovo ti accoglie presbitero con le parole di Paolo “non vergognarti di dare testimonianza al Signore nostro…, ma con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo” (cfr 2Tm 1,8) e con tutta la Chiesa di Castellaneta affida il tuo ministero al Cuore Immacolato di Maria, Madre di Gesù e Regina degli apostoli, perchè lo custodisca e lo renda fecondo.