Lettera di Mons. Sabino Iannuzzi alla comunità diocesana

Una lettera per tutta la Chiesa diocesana. Mons. Sabino Iannuzzi scrive ai Vicari episcopali, ai Direttori e Responsabili degli Uffici Diocesani, ai Parroci e Vicari parrocchiali, ai Presidenti di Associazioni, Movimenti e Aggregazioni Laicali e ai componenti del Consiglio Pastorale Diocesano, per avviare il cammino verso il nuovo Anno pastorale

Castellaneta, 7 agosto 2026

Carissimi,

mentre molte delle nostre comunità stanno vivendo il tempo sereno dell’estate, desidero raggiungervi con questa mia lettera. Siamo in un periodo dell’anno che, pur segnato dalle meritate vacanze e da un ritmo più disteso, può diventare un tempo prezioso di grazia. Il riposo, infatti, non è semplicemente una sospensione delle attività, ma un’occasione per ritrovare noi stessi, custodire le relazioni, contemplare la bellezza del creato e, soprattutto, rimetterci in ascolto del Signore.

La pausa estiva ci aiuta a guardare con gratitudine al cammino percorso e, nello stesso tempo, ci prepara ad accogliere ciò che lo Spirito continua a suggerire alla nostra Chiesa. È proprio in questo clima di ascolto che desidero condividere con voi alcune riflessioni mentre ci prepariamo, attraverso la ripresa delle attività del mese di settembre, ad entrare nel nuovo Anno pastorale, vera sorgente e principio di ogni autentico cammino ecclesiale, che avvieremo con la prima Domenica d’Avvento (29 novembre 2026).

La vita ecclesiale, infatti, non ricomincia semplicemente con un nuovo calendario di appuntamenti, ma rinasce ogni anno dall’incontro con il mistero di Cristo che la liturgia continuamente celebra, annuncia e rende presente. È da questa sorgente che anche il nostro progettare riceve senso, orientamento e fecondità.

È a questa stessa sorgente – non soltanto evocata come immagine, ma custodita in un preciso racconto evangelico – che ho scelto di attingere per accompagnare il cammino del prossimo anno pastorale: l’incontro di Gesù con la donna Samaritana, presso il pozzo di Sicar (Gv 4,1-42), sarà l’icona che ci accompagnerà lungo l’anno e il filo conduttore della “Lettera alla nostra Chiesa” che sto ultimando in queste settimane. Cercherò di declinarla secondo il movimento che lo stesso racconto suggerisce:

  • da una Chiesa dalle porte aperte, capace anzitutto di ascoltare, alla riscoperta del dono di Dio che è cuore di ogni annuncio;
  • da una verità che non giudica ma guarisce, fino a una comunità che genera discepoli missionari, capaci di andare, come quella donna, dal pozzo alla città.

Mi piace pensare che le parole con cui ho aperto questa lettera – il riposo come tempo per rimetterci in ascolto del Signore – trovino qui la loro immagine più vera: anche Gesù, «affaticato per il viaggio», si fermò a mezzogiorno presso quel pozzo (Gv 4,6), e da quella sosta nacque il dialogo più lungo di tutto il Vangelo.

Vorrei che anche il lavoro di progettazione (diocesano e parrocchiale), che vi chiedo di avviare fin dalle primissime settimane di settembre, fosse abitato dallo stesso spirito: non un peso da sbrigare in fretta, ma una sosta presso il pozzo, nella fiducia che il Signore, per primo, ha sete del bene delle nostre comunità. È con questa fiducia che vi affido, fin da ora, le parole scelte come titolo della Lettera pastorale, e che vorrei accompagnassero anche il vostro lavoro: «Se tu conoscessi il dono di Dio…» (Gv 4,10)

Il prossimo anno pastorale inaugurerà il primo “passo possibile” del triennio (2027-2029) «Generati e ri-generati alla fede per essere una Chiesa missionaria». Sarà un anno nel quale desideriamo interrogarci, con rinnovata disponibilità, su quella che oggi appare la sfida più urgente per le nostre comunità: come annunciare il Vangelo in modo che esso continui a generare la fede negli uomini e nelle donne del nostro tempo.

Per questo motivo il Convegno Ecclesiale Diocesano, che celebreremo, come già indicato, dal 19 al 21 ottobre p.v., sul tema «Annunciare il Vangelo, generare alla fede: prospettive per il nostro tempo», non rappresenterà semplicemente uno degli appuntamenti dell’anno, ma costituirà il momento nel quale tutta la nostra Chiesa sarà chiamata a mettersi in ascolto dello Spirito per individuare gli orientamenti che accompagneranno il cammino dell’intero anno pastorale.

Sarà, inoltre, un anno particolarmente significativo anche per alcuni importanti anniversari che, pur se locali, coinvolgeranno la vita della nostra Diocesi. Giungeranno infatti a compimento le celebrazioni per il 250° anniversario del patrocinio della Madonna della Scala sulla Città di Massafra, mentre ci prepareremo a vivere il terzo centenario del patrocinio della Mater Domini sulla Città di Laterza.

Queste ricorrenze non costituiscono soltanto una memoria del passato, ma ci ricordano come la pietà popolare, quando è autenticamente radicata nel Vangelo, continua ad essere una via privilegiata attraverso la quale il Signore educa il suo popolo alla fede, alimenta la comunione delle nostre comunità e sostiene il loro slancio missionario. Per questo desidero che tali eventi trovino un’adeguata valorizzazione nella progettazione pastorale del nuovo anno.

Dentro questo orizzonte si collocano anche alcune scelte che vorrei condividere con voi.

A partire dal 1° settembre 2026 entrerà in vigore lo Statuto della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali della Diocesi di Castellaneta. Nelle settimane successive procederemo alla sua costituzione, con la designazione dei rappresentanti delle diverse Aggregazioni e con la nomina dell’Assistente ecclesiastico.

La Consulta nasce quale espressione concreta della comunione ecclesiale. Essa desidera offrire uno spazio stabile di ascolto reciproco, di confronto e di corresponsabilità, affinché la ricchezza dei carismi presenti nella nostra Chiesa particolare possa concorrere sempre più efficacemente all’unica missione evangelizzatrice affidata a tutti i battezzati, evitando il rischio di spiacevoli cammini “quasi paralleli” al vissuto ecclesiale.

Con il medesimo spirito desidero che tutti gli Uffici pastorali rafforzino il loro stile di collaborazione.

L’esperienza avviata lo scorso 27 luglio con i componenti del Settore dell’Evangelizzazione, coordinati dal Vicario episcopale, ci ha mostrato quanto sia fecondo ritrovarsi non soltanto per armonizzare le iniziative, ma soprattutto per condividere una visione comune della missione pastorale. È questo lo stile che desidero venga progressivamente assunto da tutti e quattro i Settori (Evangelizzazione; Clero e Vita Consacrata; Carità; Cultura) nei quali si articola la vita pastorale della nostra Diocesi.

Per questo motivo, nel corso del mese di settembre, ciascun Vicario episcopale convochi i Direttori e i Responsabili degli Uffici appartenenti al proprio Settore per avviare “insieme” la progettazione del nuovo anno pastorale.

Vorrei, tuttavia, che tali incontri non fossero orientati anzitutto alla definizione di un calendario o alla distribuzione delle diverse iniziative. Essi dovranno diventare un vero esercizio di discernimento ecclesiale e per questo desidero consegnare a ciascun Ufficio (nella persona del Direttore o del Responsabile) una domanda che ritengo fondamentale e che dovrebbe accompagnare il lavoro di progettazione dell’intero anno:

«Come può il nostro Ufficio, alla luce della propria missione e delle proprie competenze, tradurre concretamente il tema del prossimo Convegno Ecclesiale Diocesano — “Annunciare il Vangelo, generare alla fede: prospettive per il nostro tempo” — nell’ambito del servizio pastorale che gli è affidato?»

Da questa domanda dovrebbero nascere le scelte, i percorsi formativi, le iniziative e le proposte che ogni Ufficio sarà chiamato a promuovere.

Sarà importante, però, che tale riflessione maturi insieme agli altri Uffici del proprio Settore, così da favorire una progettazione realmente condivisa, capace di mettere in rete competenze, esperienze e risorse, evitando sovrapposizioni e frammentazioni.

Non siamo chiamati semplicemente a coordinare attività, ma a costruire insieme un progetto pastorale unitario, nel quale ciascun Ufficio possa offrire il proprio originale contributo all’unica missione della Chiesa.

Per questo il coordinamento dei quattro Settori e il ruolo dei Vicari episcopali non risponde ad una semplice esigenza organizzativa. Esso vuole essere un segno concreto di quella comunione e corresponsabilità che il Cammino sinodale ci consegna come stile ordinario della vita ecclesiale.

Chiedo, pertanto, che entro la conclusione del mese di settembre ogni Vicario episcopale di Settore possa consegnare (alla mia segreteria personale) una progettazione pastorale condivisa. Essa consentirà di predisporre l’Agenda pastorale diocesana 2026-2027, non come una semplice raccolta di appuntamenti, ma come l’espressione di un cammino realmente comune, capace di rendere visibile l’unità della nostra Chiesa attorno alle priorità che insieme avremo individuato.

Vi ringrazio fin d’ora per la disponibilità con cui accoglierete questo invito e per il servizio generoso che, quotidianamente, rendete alla nostra Chiesa particolare.

Affidiamo questo tempo di preparazione all’intercessione della Beata Vergine Maria, che nelle diverse espressioni della devozione del nostro popolo continua ad accompagnare il cammino delle nostre comunità.

 

Con questi sentimenti, vi benedico con cuore di padre.

 

✠ Sabino Iannuzzi
Vescovo