Sabato Santo: preghiera di Mons. Sabino Iannuzzi al termine della processione di Gesù Morto di Castellaneta

Carissimi fratelli e sorelle,

siamo giunti alla fine del nostro cammino. È mezzogiorno del Sabato Santo. Sulla terra tutto ancora tace e il Signore riposa nel sepolcro.

Eppure, questo silenzio non è vuoto: è il silenzio gravido di Dio, l’ora più carica di attesa che il mondo abbia mai vissuto.

La tradizione della Chiesa chiama questo giorno il giorno di Maria. Perché quando tutti erano fuggiti, quando i discepoli si erano barricati per paura, Lei rimase.

Maria rimase con la fede integra, con la certezza -custodita nel cuore come una brace – che la parola dell’Angelo non poteva essere vana.

O Vergine del Sabato Santo, Tu che hai tenuto accesa la fiamma quando tutti l’avevano lasciata spegnere, insegnaci la tua speranza che non cede, la tua capacità di aspettare Dio anche quando Dio sembra assente.

In quest’anno in cui celebriamo gli ottocento anni dal Transito di san Francesco d’Assisi, lasciamo che sia il Poverello – lui che andò disarmato incontro al nemico e ci mostrò che era possibile – a salutare la Madre:

«Santa Maria Vergine, non vi è nata al mondo simile a te, figlia e ancella dell’altissimo sommo Re, il Padre celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesù Cristo, sposa dello Spirito Santo. Prega per noi presso il tuo santissimo diletto Figlio, Signore e maestro».

In questo tempo segnato da conflitti, facciamo nostra la parola che Papa Leone XIV ci consegna come sfida: una pace disarmata e disarmante. Non la pace stanca dei trattati traditi, ma la pace che nasce dall’interno, che cresce quando un uomo decide di non essere nemico dell’altro. Vogliamo stare – come Maria quando stava sotto la croce – e portare il peso di questo tempo con speranza costante e tenace.

Signore Gesù, affidiamo a Te i morti di ogni guerra, di ogni conflitto, coloro che nessuno piange e nessuno conta. Accoglili nel Tuo riposo. Ti affidiamo la nostra Comunità di Castellaneta che in questi due giorni processionali hai visitato, percorrendone le strade.

Maria, Vergine del Sabato Santo, custodisci la nostra fede nell’ora buia e tienici uniti nell’impegno per la pace: perché domani è Pasqua! E la Pasqua ci dice che l’ultima parola non appartiene alla morte, non appartiene alle armi.

Perché l’ultima parola – quella sempre vera – è di Dio.

E Dio ha scelto di dirla con un sepolcro vuoto e un nome pronunciato all’alba: «Maria!»

Camminiamo verso quell’alba. Camminiamo insieme. Camminiamo in pace.

Padre Nostro e Ave Maria

Benedizione

+ Sabino Iannuzzi