Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Signore Gesù Cristo, in questa sera ci mettiamo ancora una volta in cammino sulle tue orme, come fecero le donne di Gerusalemme, come Giovanni, il discepolo che tu amavi, come fece la tua Madre santissima, la Vergine Addolorata, che non ti abbandonò nell’ora più buia.
Cammineremo portando nel cuore il peso della tua Croce e il dolore del mondo. «La tua Croce è fonte di ogni benedizione e sorgente di ogni grazia» (San Leone Magno): da essa vogliamo attingere, non come spettatori lontani, ma come popolo che riconosce in te, Signore crocifisso, il volto di ogni uomo che soffre.
Il tuo sangue, o Cristo, è stato versato su quella terra che noi chiamiamo santa, terra da te amata, percorsa, redenta. Eppure, oggi essa è lacerata dalla guerra, bagnata dalle lacrime delle madri, dal pianto dei bambini, dal grido di popoli interi che sale verso il cielo.
Noi ti presentiamo, Signore, la Terra Santa, l’Ucraina, la Palestina, la Striscia di Gaza, l’Iran e ogni luogo della terra ferito dalla violenza. Accogli il grido di chi soffre e rendici capaci di non restare indifferenti. Eppure, davanti alla Croce, noi crediamo: essa è il segno della vittoria dell’amore sul male, il trofeo della vita sulla morte.
Crediamo che nessuna violenza, nessuna guerra, nessuna morte potrà avere l’ultima parola, perché tu, o Cristo, sei il Signore della vita.
A te affidiamo la terra che hai abitato e tutti i suoi figli, di ogni fede e di ogni popolo; affidiamo quanti stanno vivendo la loro via crucis senza averla scelta.
«Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te» (Sant’Agostino): dona tregua ai cuori in tumulto, sapienza ai potenti della terra, consolazione ai poveri, ai feriti, agli afflitti.
O Vergine Maria Addolorata, Madre di Dio e Madre nostra, che sei rimasta presso la Croce senza fuggire dal dolore, insegnaci a sostare accanto alla sofferenza, senza distogliere lo sguardo.
Accompagnaci in questo cammino, intercedi per noi e per tutti i tuoi figli dispersi nelle guerre della terra.
Fa’, o Signore, che non celebriamo questi giorni santi come un ricordo di eventi del passato, ma come un mistero che continua ad avere la sua efficacia nel presente; dalla tua morte nasce la vita e dalla tua Croce sgorga la pace, non quella «costosa» del mondo, risultato di negoziati e di accordi politici, ma quella gratuita e disinteressata, che solo tu puoi donare.
E ora, nel tuo nome, ci mettiamo in cammino. Amen.
+ Sabino Iannuzzi

