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28-06-2018

Caro don Domenico, oggi, con l’imposizione delle mie mani, tu vieni inserito nell’ordine dei presbiteri. L’espressione “l’ordine dei presbiteri”, che dà anche il titolo al decreto conciliare sui sacerdoti, mette in risalto soprattutto la prospettiva comunitaria in cui ti dovrai collocare per vivere in maniera giusta e fedele il tuo futuro ministero. Non è certamente casuale che il Concilio vaticano II parli dei sacerdoti quasi sempre al plurale. Non solo. Ma fin dall’inizio i presbiteri sono presentati come i collaboratori dell’ordine dei vescovi, legati gli uni agli altri nell’ordine del presbiterato. I presbiteri, precisa sempre il concilio, costituiti nell’ordine del presbiterato mediante l’ordinazione, sono tutti tra loro uniti da un’intima fraternità “sacramentale”, formano un unico presbiterio nella diocesi al cui servizio sono assegnati. Ciascun presbitero è unito agli altri membri del presbiterio da particolari vincoli di carità apostolica, di ministero e di fraternità. In quanto membri dell'”ordine dei presbiteri”, questi ultimi hanno un legame intimo e sacramentale che tocca profondamente tutta la loro personalità, struttura la loro vita e trasforma la loro esistenza. Questa nuova realtà che ti appresti a vivere sarà manifestata dall’imposizione delle mani che i sacerdoti presenti faranno su di te accogliendoti in una fraternità che ti accompagnerà e ti sosterrà per tutta la vita.

23-06-2018

E’ davvero una celebrazione illuminata dalla gioia e dalla più ampia e gioiosa apertura del cuore alla grazia di Dio, quella che oggi ci raccoglie nella fraternità propria dei discepoli di Cristo Signore, intorno al suo altare.
Celebrare un’ordinazione sacerdotale, infatti, non è solo festeggiare un amico che è giunto alla fine di un lungo cammino di preparazione e che, secondo certe povere logiche terrene, sembra aver raggiunto un certo livello di vita sociale. Celebrare un’ordinazione sacerdotale è il vivere la forza della vocazione che trasforma tutti noi che siamo chiamati a seguire il Signore Gesù Cristo. La forza della vocazione, infatti, rimodula i nostri pensieri, i nostri sentimenti, il nostro agire, riempie la nostra vita dell’amore di Dio e la consacra a cercare e ad amare Dio sopra ogni cosa, e a cercare e ad amare ogni persona umana come si ama un fratello o una sorella, ad amare ogni cosa come la ama Dio, secondo la sua volontà.

09-06-2018

Dall’omelia di Mons. Maniago: «Caro don Antonio, insieme a tutto il presbiterio di cui da oggi sarai parte, insieme a questi sacerdoti che da oggi tu vivrai come fratelli, il vescovo ti accoglie presbitero con le parole di Paolo “non vergognarti di dare testimonianza al Signore nostro…, ma con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo” (cfr 2Tm 1,8) e con tutta la Chiesa di Castellaneta affida il tuo ministero al Cuore Immacolato di Maria, Madre di Gesù e Regina degli apostoli, perchè lo custodisca e lo renda fecondo».

01-04-2015

Omelia per la Messa crismale La celebrazione della messa crismale riveste una particolare importanza nel cammino di una chiesa locale, sia per la collocazione alla vigilia del triduo pasquale culmine e fonte di tutto l’anno liturgico, sia per la sua unicità, sia per i soggetti che il Signore convoca in questa celebrazione, cioè il vescovo, il presbiterio, tutto il popolo santo di Dio.     In … Continua a leggere

01-04-2015

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