Omelia di Mons. Sabino Iannuzzi durante la Santa Messa per il Giubileo della FIDAPA

Carissime sorelle e fratelli,

siamo ormai alle soglie del Natale e la Parola di Dio, quasi come un crescendo musicale, sembra raccogliere tutto il cammino compiuto e consegnarci il suo segreto più profondo. E’ l’invito a contemplare alla grotta di Betlemme, con gli occhi, di quei personaggi che hanno scritto l’esperienza nuova della storia della salvezza, nella consegna di processi d’Amore per la vita.

Stiamo celebrando il Giubileo della FIDAPA (Federazione Italiana delle Donne nelle Arti, Professioni e Affari), in questo luogo mariano tanto caro alla città di Massafra, mentre la Chiesa ci invita ad ascoltare il canto di Anna, la madre di Samuele, e il Magnificat di Maria.

Non è di certo una banale coincidenza: è, piuttosto, una grazia (direi una Dio-incidenza) che illumina di senso il vostro cammino associativo e lo apre alla speranza.

Saluto caramente tutte voi sorelle aderenti alla Fidapa, così come quanti hanno scelto di essere qui per vivere questo momento di grazia e di ringraziamento.

Un saluto particolare, alla Sindaca di Massafra, Giancarla Zaccaro, a Maria Rosaria Nardelli, presidente Fidapa della sezione di Massafra, che ha desiderato organizzare questo momento celebrativo nell’anno giubilare, per valorizzare – in un cammino condiviso – il ruolo e la dignità della donna e la promozione sul territorio dell’impegno associativo. Un saluto anche alla Presidente del Distretto Sud-Est Fidapa Emiliana Trentadue. Un ringraziamento al caro don Nino Pensabene, Rettore di questo Santuario.

La pagina della prima lettura (dal primo Libro di Samuele) ci ha presentato Anna, una donna che conosce:

  • l’attesa,
  • la ferita per l’incapacità a dare un figlio ad Elkana, rispetto a Peninna che di figli gli ne aveva dati alcuni,
  • la preghiera perseverante.

Anna è una donna non dalla fede astratta (ideale): ma di una fede attraversata dalla storia, dal dolore e soprattutto dal desiderio di vita.

Anna non si chiude nella lamentazione, non si arrende all’amarezza; porta la sua vita davanti a Dio e, quando il dono arriva, compie un gesto sorprendente: non trattiene nulla per sé, ma restituisce tutto.

«Per questo fanciullo ho pregato… e anch’io lo lascio al Signore» (1Sam 1,27-28)

La testimonianza di questa donna diventa per noi il segno di una speranza autentica: riconoscere che ciò che riceviamo non è possesso, ma responsabilità; non è privilegio, ma missione.

Accanto ad Anna, la liturgia ci ha fatto ascoltare il canto di Maria, una giovane donna che porta nel grembo la promessa di Dio e che, visitando Elisabetta, scopre che la gioia vera cresce solo quando è condivisa.

Il Magnificat non è un canto intimistico: è piuttosto una rilettura sapienziale della storia, personale e collettiva.

Maria guarda la sua piccolezza, ma dentro quella piccolezza riconosce l’agire di Dio che solleva gli umili, ricolma gli affamati e non dimentica nessuno.

Anna e Maria, così diverse per età e per storia, sono unite da una stessa postura interiore: credono che Dio opera nella storia e che la fedeltà genera futuro.

Nessuna delle due trattiene il dono ricevuto.

Anna lo riconsegna a Dio, Maria lo consegna all’umanità intera.

Ed è qui che la Parola di oggi parla con particolare forza alla vostra associazione.

La FIDAPA nasce – così ho letto da alcune presentazioni sul tema – da una lettura intelligente e coraggiosa dei segni dei tempi: donne che hanno saputo riconoscere un cambiamento storico, sociale e culturale, e non si sono sottratte alla responsabilità di esserci.

È una storia che nasce dall’intreccio tra competenza, impegno civile w promozione della dignità femminile.

Ma oggi, celebrando il Giubileo, carissime, siete invitate a fare ciò che Anna e Maria hanno saputo fare: rileggere la vostra storia alla luce di Dio, riconoscere le “grandi cose” che il Signore ha compiuto e lasciarvi ancora “richiedere” per il bene comune.

Celebrare il Giubileo non significa semplicemente fare il bilancio del passato; è soprattutto un atto di fiducia nel futuro.

Alla fine di questo anno giubilare, la speranza che vi viene consegnata non è ingenua né evasiva: è la speranza che nasce dal sapere che ogni competenza, ogni ruolo, ogni responsabilità può diventare servizio generativo, soprattutto per chi è più fragile, invisibile, affamato di giustizia e di riconoscimento.

Anna ci insegna che la fecondità non coincide con il possesso.

Maria ci insegna che la gioia cresce quando diventa canto condiviso.

Il Natale, che ormai si avvicina, ci ricorda che Dio stesso sceglie questa via: farsi piccolo per generare vita, entrare nella storia per non abbandonarla.

Affido allora, in questo Giubileo, a tutte voi sorelle della FIDAPA, un messaggio semplice ma esigente: continuate ad essere donne che generano speranza, capaci di custodire i doni ricevuti senza trattenerli, di abitare la complessità del nostro tempo con intelligenza e cuore e di cantare – anche quando non tutto è risolto – un Magnificat che parli di giustizia, di dignità e di futuro.

Maria, Donna dell’Avvento, e Anna, madre dell’attesa fiduciosa, vi accompagnino verso il Natale del Signore, perché anche attraverso di voi il mondo possa riconoscere che la speranza non delude, quando si lascia abitare da Dio e tradurre in responsabilità condivisa.

Signore Dio della vita,
che ascolti il grido dell’attesa
e trasformi la sterilità in fecondità,
accogli il canto che oggi sale a te
dal cuore della tua Chiesa.
Ti ringraziamo per Anna,
madre dell’attesa fiduciosa,
che ci insegna a pregare senza stancarci
e a restituirti con libertà
i doni che tu affidi alle nostre mani.

Ti ringraziamo per Maria,
donna del Magnificat,
che ci educa a riconoscere le grandi cose
che tu compi nella piccolezza
e a condividere la gioia
perché diventi speranza per tutti.

In questo Giubileo,
donaci un cuore capace di non trattenere,
di non possedere,
di non temere di consegnare.
Fa’ che ogni competenza, ogni responsabilità,
ogni servizio diventi luogo di generazione,
specialmente per chi è fragile, invisibile,
affamato di giustizia e di dignità.

Benedici le sorelle della FIDAPA:
rendile donne di ascolto e di visione,
custodi della vita e artigiane di futuro,
capaci di abitare il nostro tempo
con intelligenza, passione e misericordia.

Mentre ci avviciniamo al Natale del tuo Figlio,
insegnaci la sua via:
farsi piccoli per generare vita,
entrare nella storia per non abbandonarla,
trasformare la speranza in responsabilità condivisa.

Maria, Madre del Signore,
e Anna, madre della promessa,
accompagnino il nostro cammino,
perché anche attraverso di noi
il mondo possa ancora cantare
che la speranza non delude.

Amen.

+ Sabino Iannuzzi